martedì 23 maggio 2023

Climate Change “Anthropos e Kainos” II, Roma

 



Progetto Climate Change “Anthropos e Kainos” II

A cura di Maria Rita Bassano Ferretti e Carlo Marchetti

Opening venerdi 9 giugno 2023 ore 17.00

Sala Nagasawa Ex Cartiera Latina

Via Appia Antica 42 – Roma

 Fino al 16 giugno 2023

Venerdì 9 giugno 2023 alle ore 17.00 inaugura, presso la Sala Nagasawa dell’Ex Cartiera Latina a Roma, il Progetto Climate Change “Anthropos e Kainos” II, a cura di Maria Rita Bassano Ferretti Carlo Marchetti. L’evento si avvale del patrocinio di Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e della collaborazione di numerose associazioni che operano nel settore ambiente. 

Il Clima. Non c’è argomento più urgente. Il riscaldamento globale, causato dall’uso di combustibili fossili, dal disboscamento su larga scala e dagli allevamenti intensivi, genera conseguenze gravi ed importanti. Piante e specie animali vanno estinguendosi, le calotte glaciali si sciolgono e il livello del mare si sta innalzando. È necessario agire, prendere posizione, divulgare, e questa consapevolezza ha motivato i curatori a chiamare l’Arte a sostegno, per realizzare sia il primo evento del 2022, ed oggi il secondo appuntamento del progetto Climate Change “Anthropos e Kainos II” 2023, un evento tematico di enorme attualità, il cui titolo deriva dall’unione di due parole greche: anthropos (uomo) e kainos (recente, nuovo). Il significato che assume, dunque, è quello di un “periodo in cui la Terra ha un nuovo aspetto a causa delle azioni umane”: senza sostituire il termine corrente usato per l'epoca geologica attuale, Olocene, indica esclusivamente l'impatto che l'homo sapiens ha sull'equilibrio del pianeta, sull’impatto dei cambiamenti climatici e sul loro destino. Visto attraverso il prisma dell’arte, il progetto presenta più di cento tra opere di artisti italiani ed esteri, coinvolgendo inoltre designer, architetti, street artist, attori, poeti, musicisti, e ricercatori che si confrontano, con la volontà di farsi vettori del cambiamento e dare la possibilità di rovesciare l’idea di mondo. Un percorso in cui l’arte è ambasciatrice di sensibilizzazione, soprattutto verso un pubblico ancora in difficoltà nel percepire l’entità del pericolo della crisi climatica.

L’arte e l’artista, antropologo e “semionauta” intento a navigare e ad intercettare nelle sue esplorazioni il mondo, sono il punto di contatto positivo per ispirare l’azione e il cambiamento dei comportamenti nei confronti della natura e del pianeta, mettendo in luce e denunciando i problemi e le indifferenze dei potenti della terra, evidenziando le possibili soluzioni della crisi climatica, spiegando l’effetto serra e come dovremmo agire per limitare i danni. Negli ultimi anni in Europa e nel mondo, molti artisti hanno denunciato i cambiamenti climatici e l’indifferenza dei leader mondiali, hanno appoggiato i movimenti ambientalisti, e molti di questi sono a sostegno dell’evento, e messo in discussione la società dei consumi: è ciò che “Anthropos e Kainos” fa qui oggi. Una performance corale, che propone un’introspezione per smentire idee preconcette e sensibilizzare positivamente ed attivamente, proponendo al visitatore un’intensa riflessione sul rapporto che lega il Sapiens e l’ambiente naturale, esprimendo tutta la cecità ancora presente nell’uomo nei confronti dell’attuale situazione.

Ex Cartiera Latina di Roma, Parco Regionale Appia Antica, tra i pochi impianti industriali sopravvissuti nella città di Roma, è una struttura unica nel suo genere ed eccezionale per la posizione strategica a ridosso delle Mura Aureliane: lambita per tutta la sua lunghezza dal fiume Almone, unisce idealmente l’Appia Antica alla via Cristoforo Colombo. In realtà le prime testimonianze della storia produttiva di questo luogo risalgono all’anno 1061 quando qui si trovava una struttura adibita alla follatura dei panni di lana, la valca, utilizzata dal 1600 dai Padri Cappuccini per la realizzazione dei tessuti di lana prodotti nel loro convento di Roma. All’inizio dell’800 fu trasformata in mulino per macinare sostanze naturali per usi diversi; nel 1912 l’impianto fu modificato e iniziò la produzione della carta dagli stracci di lino e cotone e in seguito da carta da macero. La fabbrica chiuse nel 1985. Oggi il complesso della Ex Cartiera Latina è un prestigioso centro culturale ed espositivo multifunzionale.

PROGRAMMA

/ Venerdì 9 giugno dalle ore 17.00 Opening e inaugurazione della mostra

Presentazione di Maria Rita Bassano, Achille Maria Ippolito, Carlo Marchetti.

A seguire Performance “La Psicologia dell’Albero” recitata dall’attore e artista Massimo Napoli

Performance “Anthropos e Kanois 2023” dell’architetto Piero Meogrossi e del digital artist Paolo Ferigo

Performance site specific “Templum III Movimento Sulla Pietra Nera” dell’artista visuale e

transmediale Nora Lux

/ Sabato 10 giugno ore

ore 10.00/17.00

Paolo Ferigo, digital artis: Workshop “Intelligenza artificiale pratica per tutti”

ore 17.30

Performance di Roberto Bellatalla (Contrabbasso) e Maddalena Gana (corpo)

/ Domenica 11 giugno

ore 16.30

Conferenza “Intelligere” del Prof. Francesco Gallo Mazzeo

ore 18.00

Performance “Il Tempo delle cose” di Silvia Stucky

/ Lunedì 12 giugno ore 17.30

Performance “Rosa_Farfalla il pugile rosa farfalla lotta sempre instancabilmente” di Paolo Bielli

/ Martedì 13 giugno ore 17.00

Conferenza “Bussola Solare in Antartide” del Dott. Domenico Di Mauro - Istituto Nazionale

Geofisica e Vulcanologia

/ Mercoledì 14 giugno ore 17.30

Performance di Roberto Bellatalla (Contrabbasso) e Maddalena Gana (corpo)

/ Giovedì 15 giugno ore 17.30

Performance di Silvana Leonardi (poesia) e Monica Limongelli (flauto)

/ Venerdì 16 giugno

ore 17.00

Tavolo delle Conclusioni con il maestro Ennio Calabria e l’architetto Piero Meogrossi &

Compagnia Instabile

ore 19.30

Performance “La Psicologia dell’Albero” di Massimo Napoli

INFO

Progetto Climate Change “Anthropos e Kainos” II

A cura di Maria Rita Bassano Ferretti e Carlo Marchetti

Organizzazione: Fabrizio Boccadolce

Con il patrocinio di Roma Capitale - Assessorato alla Cultura

Opening venerdi 9 giugno 2023 ore 17.00

Sala Nagasawa Ex Cartiera Latina

Via Appia Antica 42 - Roma

Fino al 16 giugno 2023

Orari mostra: dal 10 al 15 giugno dalle 17.00 alle 19.30

Ingresso libero e gratuito

Per info

Maria Rita Bassano Ferretti

rbassano@libero.it

tel. 334 363 0727

Ufficio stampa

Roberta Melasecca

Melasecca PressOffice - Interno 14 next

roberta.melasecca@gmail.com / 349.4945612

www.melaseccapressoffice.it

www.interno14next.it

lunedì 27 marzo 2023

Antonio Secci al Museo Crocetti di Roma

Sabato 25 marzo, alle 17.30, il Museo Crocetti – via Cassia 492 – apre le sue porte all’importante personale di Antonio Secci Sul filo del fare, a cura di Antonello Tolve.

Organizzata negli spazi al primo e al secondo piano del museo, tra le opere e i progetti del maestro Venenzo Crocetti con cui si crea un rapporto di partecipazione lungo il sentiero di un lavoro attento a definire la pratica dell’arte come teoria dell’arte, la personale di Antonio Secci è un potente cortocircuito che riattiva cromaticamente ogni singolo ambiente, innescando piacevoli e spericolati punti di vista, vie di fuga che si aprono a riflessioni sulla forma, sull’icona, sulla figura.

«Determinate da una ritmica interna che si dispone per ascisse e ordinate, per generose obliquità, per intrecci intrusioni intromissioni influssi incrinature interferenze sovrapposizioni o stratificazioni, le superfici messe in campo da Antonio Secci sono increspature che accolgono con eleganza la sfida dell’estroflessione, portando la pittura a un livello plastico la cui ulteriorità è data dalla volontà di spazializzare, di creare risalto, risacca e risalita cromatica» (Tolve).

Nato a Dorgali (NU) nel 1944, Antonio Secci si forma in un clima culturale animato dal desiderio del viaggio, della fuga verso nuovi orizzonti visiva da conquistare e assimilare. Spinto da Gianni Dova e Guy Haloff, nel 1966 si trasferisce a Milano dove frequenta l’entourage di Lucio Fontana e avvia un sodalizio con Roberto Crippa di cui sarà negli anni il principale collaboratore. È questo il momento in cui l’artista apre la pittura alla terza dimensione con stratagemmi linguistici che lo avvicineranno, negli anni, alla pittura analitica.

La mostra è accompagnata da un catalogo (Edizioni Kappabit) con un testo di presentazione di Carla Ortolani Presidente Fondazione Venanzo Crocetti, una introduzione di Antonello Tolve curatore della mostra e una ricca antologia critica.


 Sul filo del fare di Antonio Secci
Inaugurazione: sabato 25 marzo ore 17.30
Visitabile a ingresso gratuito dal 25 marzo al 15 maggio
Orari:da lunedì a venerdì 11-13 e 15-19 / sabato 11-19 / domenica chiuso
Museo Crocetti – Via Cassia, 492
www.museocrocetti.it– tel. 0633711468 – mail: info@fondazionecrocetti.it


    Antonio Secci   

    Raimondo Bonamici    Antonio Secci







martedì 6 dicembre 2022

Galleria Romberg - Latina - Italia.

 

HOSPITALITY SEASON - CAPITOLO 2/ TI PRESENTO UN AMICO

 A CURA DI ITALO BERGANTINI E GAIA CONTI

Claudio Marini  presenta  RAIMONDO BONAMICI

Giorgio Galli  presenta  CARLO MARCHETTI 

Vincenzo Pennacchi  presenta  MANFRED JACOB VOGT


 4 DICEMBRE 2022 - 28 GENNAIO 2023

OPENING DOMENICA 4 DICEMBRE 2022 - ORE 11/19:30

ROOMBERG PROJECT SPACE di ROMBERG  Latina


Ti presento un amico è il nuovo capitolo - il secondo - della stagione Hospitality Season curata da Italo Bergantini e Gaia Conti.

Arte preziosa, l’amicizia, e come tale va celebrata, esibita e ammirata in tutte le sue sfaccettature, soprattutto quando si tratta di un incontro di scintille. La mostra inaugura domenica 4 dicembre con una formula particolare. A essere ospitati negli spazi della Romberg Arte Contemporanea tre amici di altrettanti artisti della galleria: Giorgio Galli presenta Carlo Marchetti, Claudio Marini presenta Raimondo Bonamici e Vincenzo Pennacchi presenta Manfred Jacob Vogt. Filìa [dal gr. ϕιλία (philia)], da questa breve parola nascono le relazioni. In Empedocle è un principio fisico e divino che raccoglie in un'unità armonica gli elementi, terra, acqua, aria e fuoco, costituenti il cosmo. Arte e amicizia sono due termini molto vicini tra loro. L'arte è nata di fatto per essere condivisa e l’amicizia è uno dei sentimenti più preziosi che possiamo coltivare. Si cresce attraverso l'altro, ci si specchia nell’altro, si impara dall’altro. Ti presento un amico scava nell’album delle relazioni umane. Non c’è mimica, ma rispetto stima, stili e approcci particolari e visioni uniche a formare un sodalizio artistico che nasce, cresce e si dipana in quest’occasione tra le stanze della galleria, dando un’immagine di gioia, leggerezza e potente energia. Le voci si moltiplicano grazie a un effetto amplificatorio che prende il via dalle segnalazioni delle figure amiche di Marchetti, Bonamici e Vogt e si estende lungo le pareti alle opere di chi questi nomi li ha fatti: Giorgio, Claudio e Vincenzo. Condivisione e singolarità che si incontrano a suggellare il patto dell’amicizia. In pieno spirito progettuale, il secondo appuntamento si rivela quindi come una visione più intima che custodisce e mette in mostra questo tesoro così fondamentale in grado di unire popoli e culture diverse.

 ROOMBERG PROJECT SPACE di ROMBERG 04100 Latina - Viale Le Corbusier 39 | Torre Baccari - piano terra Orari di Galleria: Martedì - Sabato 16 - 19:30 | Lunedì e mattine su appuntamento T + 39 0773604788 - M +39 334 7105049 - info@romberg.it - www.romberg.it 


 Marchetti,  Bonamici,  Vogt.     

Claudio Marini, Raimondo Bonamici.









sabato 28 maggio 2022

CASAŊOVE 9 giugno 2022 Roma

CASAŊOVE è un luogo di Transito dell’Arte e Nome del Progetto stesso.
Nove artisti, 9 Artefici di una vocazione inarrestabile. Nessuna colpa.
Di Daniela Zannetti e Carlo Marchetti
Raimondo Bonamici, Cecilia De Paolis, Ugo Lo Pinto,
Carlo Marchetti, Claudio Marini, Mario Nalli, Paolo Romani,
Stefano Trappolini, Daniela Zannetti #9.
Anche l’Arte è un “grande seduttore” come Casanova, il cui richiamo omofonico nel progetto appare un mal sentito che attrae tuttavia, come il romanesco ‘casanova’, per indicare un nuovo spazio dedicato alla seduzione dell’arte. Boudoir e fumoir nella doppia esposizione, in città, e fuori città, per mantenere un dialogo tra interno ed esterno, e altre significative e necessarie dualità.
Così come nei giochi di parole, la doppia consultazione di I:Ching origina il logo, e diversi claim dell’evento sulla lettura stessa delle linee dell’esagramma 1 “Il creativo”,
dell’esagramma 2 “ Il Ricettivo” e della risolutezza (43). 
Nell’ispirazione dell’artista e del suo atto creativo, nella fermezza della sua visione,
la risolutezza dell’agire che non comporta alcuna colpa. Nessuna colpa. Cosiddetto mal d’arte che filtra da ogni linea del logo: come i lavori degli artisti filtrano luce e materia e
disseminano l’arte.
Il Transito di Artisti raccoglie nei luoghi individuati, negli studi d’artista tutta la vitalità germinativa dell’Arte, presenta nel display finale di CASAŊOVE il suo percorso e, con esso tutta l’esperienza energetica che se ne può trarre.
Artisti diversi per generazione, cultura e sintassi, associati però da un comune orientamento che li induce a consacrare l’arte nella liturgia dell’incontro. Aktionen prima ancora che mercato; con cifre stilistiche e poetiche frutto di un perenne corpo a corpo con l’arte, “come limite iniziale del possibile” (G. Celant); perenne atto di investigazione: di smuovere il pensiero, “di ripulire lo sguardo(R.Tambor) .

Il Luogo e il Transito
‘CASAŊOVE’ nasce nell’idea di rigenerare una casa romana in centro (in direzione P.zza del
Popolo), interno nove appunto, e di allestire un’esposizione di Arte contemporanea legata ad una seconda esposizione nel Casale d’Artista OperaDomus di Carlo Marchetti, fuori città.
Si prosegue nel concept della Casa d'artista, del manifesto collettivo di autori legati da
rapporti amicali ed artistici degli eventi del 2020, e attorno alle visite negli studi d’artista
compiute per imbastire il nesso della nuova ricerca; luoghi diffusi e non, dove tra rigore o
caos, e miscellanee di colori, materie - pigmenti tele lastre carte e tessuti - e i profumi si
sprigiona l’artista e l’uomo nella dimensione più intima. L’azione col proprio metodo di
indagine. Accade di assistere alla trasmutazione del pensiero nell’arte e viceversa in
frequenze. Accadono performance, e condivisioni: un acquerello di prima mano, l’affaccio nei vuoti delle opere sagome, il passaggio tra le mani di un ‘ objet relique ’, lo shading del nero, lo scatto fotografico al feticcio d’artista.

Sovente nelle conversazioni si affacciano nomi di risonanti muse, si distinguono quelle
correnti madri, matrici operanti nel flusso temporale dell’informale, cliché di effetti, sulle
cifre stilistiche fino al momento dello scarto (da essi), al proprio linguaggio. Figli della
‘pittura italiana’, gli Artisti di CASAŊOVE” costituiscono così una micro collettività.
Figli dei byte con l’approssimarsi di ‘avatar e scanner’: sagome come ‘moduli’ viaggianti - magari internauti - arte che attraversa, che gioca il verso, in arancio acceso, colature e
informale segnico direttamente nelle repliche, come di ‘sigilli di garanzia’ (StefanoTrappolini).
E scandagli di luce tonale sui profumi dell’aurora come fibre di colori puri, retroilluminati. Contemplazione mistica del respiro del mondo, ritorno al senso vitale tramite il divino incarnato nella luce, conquistando il corpo a corpo con una tecnica ad olio, scartata,ingestibile, infine accettata
(Mario Nalli); cionondimeno fibre botaniche, haiku fotografici e mondo minerale: rocce frattali, rigorosamente in bianco e nero, scatti dell’istante atteso,dell’incanto, nel lungo corso di una ricerca fotografica dell’apparizione (Paolo Romani).
Una nuova comunicazione nell’informale segnico e direttamente negli oggetti: antropologica tensione di Hard_work nella ri - vestizione di un'umanità, perenne dispersa, riacciuffata nella moltitudine di assenze, memory dress e paesaggi interiori. Allestimenti in cui abiti e tessuti recuperati diventano vibranti scale cromatiche (Carlo Marchetti); totale assenza del corpo di cui il solo bustier clessidra resta e vigila un tempo altro, sconfina in dimensioni fantastiche e altri mondi abit-ati e abitabili, rielaborati in post produzioni fotografiche (Cecilia De Paolis, Ugo Lo Pinto).
La cifra materica, poi. Molto prima della rappresentazione è materia lavorata, stratificata,
drappeggiata con potente espressività cromatica e maestria, interviene in ricomposizioni di memoria intrisa di speranza e slancio vitale, a tratti divertita, al lancinante grido dei drammi umani, più spesso collettivi in un riordino del caos di conforto all’orrore dilagante (Claudio Marini). E arte minima inconclusa, prolifica di abbandoni, scranni imbottiti, devoti storyteller, casotti, teche: dai collé di carte, cartamodelli e tessuti alla manipolazione digitale per mantenere l’impulso visionario (Daniela Zannetti).
E, se in principio l’alba era delle immagini, dall'idea di quadro e di superficie dipintas’astraggono poetiche, nella frattura del monocromo si individuano nuovi campi di indagine: il vuoto e il pieno dello spazio e l’arte si dissemina: un corrispettivo interiore di rara eleganza e tuttavia significante sul fondo di Monologhi, Maree e stormi di ‘Nero roma’ (Raimondo Bonamici).
Tutti gli artisti concretano nuove realtà. Perciò nessuna colpa.

Timeline degli appuntamenti
L’Opening urbana capitolina 9 giugno 2022 ore 19:00

Via Cola di Rienzo, 190 scala B - interno nove
(quinto piano)
Roma
L’Opening extra urbana 2 luglio 2022 ore 17:00
Via degli Aranci 1, Velletri/Cisterna
Ending urbana 23 giugno
Ending extra urbana 17 luglio
Con l’opening inaugurale, le esposizioni resteranno aperte nei fine settimana, e su
appuntamento nei restanti giorni.
Info
“Artisti in transito” Sitnewsfeel@gmail.com 
Carlo Marchetti, 339 238 8942 (ewhatsapp)


 

                                           

                           
                                   
                                           CARLO MARCHETTI                           RAIMONDO BONAMICI

martedì 20 luglio 2021

RAIMONDO BONAMICI per CLAUDIO MARINI

 

RAIMONDO BONAMICI

per

 CLAUDIO MARINI

T h e   b l a c k    e s s e n t i a l



Raimondo Bonamici ha studiato lo spazio verde dell’ habitat  di Claudio Marini, dove il progetto di rigenerazione di due pareti prende vita ricercando le sensazioni che lo stesso può trasmettere.

La forma nera diviene ancora una volta mezzo di  espressione pura, mentre di ogni singola cromia rimane il bianco.

In questo modo in base alla disposizione, il nero genera diverse possibilità di interpretazione e trasmissione sensoriale ed emotiva dello spazio, il colore nero  rappresenta l’elemento centrale del lavoro, alla base dell’opera la volontà di modificare la percezione dello spazio attraverso l’interazione delle tinte blu oltremare, presenti al fine di creare una nuova visione. Il progetto è infatti caratterizzato da una duplice percezione, bidimensionale e tridimensionale.

Velletri 2021












GIULIO TURCATO, COLORI MAI VISTI.

 


Castello di Santa Severa




Dal 2 luglio al 3 ottobre, il Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio gestito dalla società regionale LAZIOcrea in collaborazione con il Comune di Santa Marinella, ospita la mostra Giulio Turcato. Colori mai vistia cura di Silvia Pegoraro, un progetto della Galleria d’Arte Marchetti di Roma con l’Archivio dell’opera di Giulio Turcato, promosso dalla Regione con l’organizzazione di LAZIOcrea.

La mostra approda al Castello ampliata e arricchita di opere di notevole importanza storica e di grande impatto visivo, tra cui Rivolta del 1949, il Deserto dei Tartari del 1956 e Tranquillanti per il mondo del 1961. In esposizione 30 dipinti, a delineare un percorso lungo la parabola creativa dell’artista fra i più significativi interpreti dell’astrattismo europeo e uno dei più importanti esponenti dell’avanguardia postbellica italiana: dalla figurazione stilizzante dei Comizi e delle “Venezie”, all’astrazione “informale” dei Reticoli e dei Desertici, dalla geniale creazione delle Superfici lunari, alla giocosa “cartografia” di Itinerari Arcipelaghi, fino al sontuoso e sensuale luminismo dei Cangianti. Apre il percorso l’opera cronologicamente più precoce presente nell’Archivio Turcato: l’inedito dipinto bifronte del 1928-1930, su un lato del quale un giovanissimo Giulio Turcato dipinge un Interno, e sull’altro un Porto. A concludere il percorso, l’ultima opera pittorica di Turcato: Dune, del 1992, che con la sua straordinaria qualità e raffinatezza testimonia la forza creativa conservata dall’artista fino ai suoi ultimi anni.

La mostra costituisce un affascinante viaggio lungo tutto il percorso artistico di Turcato che ci svela la freschezza e l’inesauribile curiosità del suo spirito di ricerca, quella sorta di nomadismo interiore che lo stesso artista ha descritto in un passo del suo scritto Autoritratto (1981): Mi piace camminare in mezzo alla gente, e tutto quello che succede è il mio programma.

Turcato ha arricchito il ‘900 artistico del proprio inimitabile linguaggio, trovando nella forma-colore la ragione di una ricerca inesausta, di una sperimentazione durata sino ai suoi ultimissimi anni di vita. Ha fatto della sua arte un codice per interpretare il mondo in tutti i suoi aspetti, dalla biologia all’entomologia, dalla fisica all’astronomia. Il suo spirito di esplorazione intellettuale gli ha permesso di conseguire una cifra espressiva unica e inconfondibile nel panorama dell’arte moderna e contemporanea, sempre seguendo il suo vero demone, il colore. Come scrive lo stesso artista, nel 1977: I colori sono la nostra libertà/ investono la materia e la trasformano/ la nostra fantasia è realtà nuova.

30 giugno 2021

GIULIO TURCATO   1912 - 1995