venerdì 19 agosto 2016

JANNIS KOUNELLIS - Centro Arti Visive Pesaro




 
JANNIS KOUNELLIS

16/7/2016 - 16/10/2016

 Il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, dal 16 luglio al 16 ottobre ospita la mostra JANNIS KOUNELLIS curata da Ludovico Pratesi e promossa da Comune di Pesaro-Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo, con il patrocinio della Regione Marche.

Per celebrare il ventesimo anniversario di Pescheria, adibito a Centro Arti Visive dal 1996, il grande maestro Jannis Kounellis ha realizzato una nuova installazione tra il Loggiato e la ex chiesa del Suffragio, ispirata alla realtà industriale della città di Pesaro.

Un felice e atteso ritorno quello di Kounellis. Ha esposto nel 2007 Li Marinari alla galleria di Franca Mancini e nel 2011 al convento dei Servi di Maria a Monteciccardo e oggi siamo testimoni del suo intervento alla Pescheria, nato dall’esperienza presso alcune industrie pesaresi che l’artista ha visitato personalmente.

Un intervento dal potente valore simbolico, che interpreta una delle vocazioni della città marchigiana con un linguaggio forte ed evocativo, caratteristico dell’immaginario del maestro.

Nel Loggiato un’installazione scenica coinvolge il soffitto e il pavimento, dando vita ad un paesaggio post-industriale, con una serie di macchinari e ingranaggi appoggiati sotto strisce di lenzuoli bianchi avvolgenti, come fossero dei sudari. Dall’alto pendono una serie di altalene che sostengono sacchi di carbone, “come un volo di corvi”, spiega l’artista.

Si prosegue nell’ex chiesa del Suffragio che, dopo un importante restauro, ha ritrovato la sua originale pianta dodecagonale (è l’unico edificio religioso dodecagonale esistente in Italia) modificata alcuni decenni fa da alcuni interventi murari, ora eliminati.

Per questo spazio, Kounellis ha creato una sorta di rito funebre, incentrato su una rotaia circolare dove scorrono 5 carrelli, simili a quelli usati nelle fabbriche, carichi di cappotti neri da uomo ammucchiati. L’originale convoglio viene trainato da un cavallo da tiro, che si muove al centro del cerchio metallico.

“L’arte è una presentazione e non una rappresentazione” dice Kounellis. “Per me, la mostra è un atto unico: l’occupazione di uno spazio per il tempo di un atto unico, come si dice a teatro. Penso che per le mostre funzioni così. E la capacità dell’artista è quella di avere, o riavere, il protagonista di sempre. Il mio problema è riconsiderare come positiva la rinascita del dramma. Ecco, questo è il mio problema intellettuale e ideologico”.

E aggiunge Ludovico Pratesi: “Kounellis ha interpretato la Pescheria come un luogo dinamico, dove portare un frammento della città per farne rivivere la memoria all’interno dello spazio; un intervento che assume un significato ancora più forte perché celebra il ventennale del Centro Arti Visive”.

Nella sua lunga ed eclettica carriera, iniziata alla fine degli anni Cinquanta, quando Kounellis lascia la Grecia per trasferirsi a Roma, dove attualmente vive e lavora, l’artista ha fatto parte del movimento dell’Arte Povera, teorizzato da Germano Celant nel 1967, per poi sviluppare una ricerca basata sull’uso di materiali che rimandano da una parte all’archeologia industriale e dall’altra al mondo classico. Carbone, acciaio, putrelle di ferro, sacchi di juta e pietre compongono sculture e installazioni caratterizzate da un aspetto solenne, quasi epico, per suscitare riflessioni sulla vita e sul destino dell’umanità.


 



16 luglio - 16 ottobre 2016

CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA
Corso XI settembre 184, Pesaro

 A cura di Ludovico Pratesi

Orari > martedì - domenica e festivi h 16.30-19.30 / fino al 31 agosto il giovedì anche h 21–23 / 8 - 20 agosto in occasione del Rof tutti i giorni h 16.30-19.30 e h 21 - 23

Ingresso libero con Card Pesaro Cult

INFO T 0721 387541 pesaro@sistemamuseo.it








 

 

domenica 6 marzo 2016

Paolo Canevari, Casamadre arte contemporanea, Napoli



 
 Casamadre arte contemporanea , Napoli, piazza dei Martiri, 58

10 marzo 15 maggio 2016

Nelle opere più recenti Paolo Canevari rinuncia alle possibilità metamorfiche del linguaggio, forse per nascondere o cancellare l'idea stessa dell'arte come espressione. Con la serie di Monumenti alla memoria (dal 2011), una teoria di quadri neri ricavati da un campionario di geometrie che hanno a che fare con l'arte e l’architettura, la necessità di una separazione radicale del manufatto artistico dal contesto vissuto è in effetti un dato acquisito. Deposti gli strumenti e i materiali come le camere d'aria, i pneumatici, le tecniche vecchie e nuove, disegno e video, sembra che Canevari voglia forzarci a definire diverse regole di pensiero nei confronti dell’arte, elaborando per conto proprio una fisiognomica della cosa artistica da sottoporre a nuove, innumerevoli prove. Questo è il suo modo perverso di azzerare i suggerimenti e le modalità tecniche della rappresentazione: che siano gli spettatori a determinare il senso, se ne hanno davvero intenzione e bisogno. In fondo l'arte non è che la sua enunciazione formale, una calligrafia in cui ritrovare il piacere sensuale della sottomissione a un ordine precostituito, autoproducentesi all'infinito. Cancellando dal lavoro ogni riferimento mondano, Canevari cerca e incontra l'essenza di un'iconografia tradizionale, benché ogni possibile figurazione anneghi nelle superfici delle tele nere dei Monumenti, vuoto simulacro metafisico di ogni afflato soggettivo e intimista. Nei nuovi lavori napoletani avviene però un'alterazione, uno sviamento; dalle sagome maestose o minute che siano vediamo ora staccarsi superfici che fremono e s'increspano sotto la mano dell'artista. Queste superfici che emergono dal fondo in un rimando scultoreo sono in polietilene, la nera materia plastica che avvolge le balle dell'immondizia come un gigantesco sudario. Ciò che affiora è la premeditazione concettuale di un'etica in forma di ipotesi artistica: come non avvertire anche le flatulenze ribollenti della politica delle ecoballe campane e il dolore e l'impazienza di una intera comunità in balia di architetture effimere e mortifere? Nella cornice monumentale dell'arte tutte le forme di vita tornano ad agitarsi in un teatro barocco di pieghe su pieghe, linee su linee, archi su archi. Ed è solo un gioco di luci e di ombre quello che estrae molteplici immagini da un magma di percezioni indefinite, prese dalla storia dell'arte, ma non per questo meno reali dei pregiudizi fabbricati sotto i riflettori altrettanto luminosi dei media. Enfatizzando l'iconografia tradizionale di segni votati alla più radicale inespressività, in un linguaggio di pura astrazione, l'opera napoletana di Canevari con un gesto poetico si riaffaccia sul mondo vissuto, che non è paesaggio famigliare e sfondo nature ma fondo oscuro, nera luccicanza di tutta la storia, di tutta l’arte, patrimonio di una moltitudine, fardello di ciascuno.

  Paolo Canevari (Roma, 1963), cresciuto in una famiglia di artisti, dal bisnonno al padre, è oggi riconosciuto a livello internazionale: le sue opere fanno parte di importanti collezioni d’arte contemporanea come quelle del MoMA di New York, della Fondation Louis Vuitton pour la Creation di Parigi, del Macro di Roma, del Mart di Trento e Rovereto, del Centro per l’Arte Contemporanea L. Pecci di Prato. Sin dalla sua prima personale nel 1991, in cui ha iniziato a usare camere d'aria e pneumatici, Paolo Canevari ha sviluppato un linguaggio personale teso alla rivisitazione del quotidiano e agli aspetti più intimi della memoria. La sua ricerca ha assunto negli anni una forte connotazione concettuale concentrandosi nell’impiego di simboli, icone e immagini che fanno parte della memoria collettiva, facendo uso di diverse tecniche e materiali, dall’animazione ai disegni di grande formato dai video alle installazioni. Tutto questo serve all’artista per destabilizzare ogni preconcetto ideologico stimolando il pubblico a un confronto diretto con l’opera e il suo significato.



                                                                       

Data Inizio: 10 marzo 2016
Data Fine: 15 maggio 2016
Costo del biglietto:
Prenotazione: Nessuna;
Url prenotazione: http://www.lacasamadre.it/arte-contemporanea/contacts.cfm
Luogo: Napoli, Casamadre, Napoli, piazza dei Martiri, 58
Indirizzo: Piazza dei Martiri, 58
Città: Napoli
Provincia: NA
Regione: Campania
Orario: vernissage 10 marzo ore 19.30 Lunedì - Sabato / Monday - Saturday 10,30 - 13,30 16,30 - 20
Telefono: 081 193 60591
E-mail: info@lacasamadre.it




mercoledì 30 dicembre 2015

MARCEL DUCHAMP - DADA E NEODADA - ASCONA (SVIZZERA) 2016


MARCEL DUCHAMP – DADA E NEODADA




ASCONA (SVIZZERA) - MUSEO COMUNALE D’ARTE MODERNA
(via Borgo 34)
27 marzo – 26 giugno 2016

L’esposizione, organizzata in collaborazione con lo Staatliches Museum di Schwerin (Germania), rientra nel novero delle celebrazioni svizzere, per il 100° anniversario dalla nascita del movimento Dada, fondato a Zurigo nel 1916.
La rassegna presenta una selezione delle più importanti ed emblematiche opere di Marcel Duchamp, affiancate a quelle dei maggiori esponenti di Fluxus.

 Nel 2016, la Svizzera festeggia il 100° anniversario del movimento Dada, fondato a Zurigo nell’ormai leggendario Cabaret Voltaire. Nel 1916, reagendo agli eventi della prima guerra mondiale, i dadaisti attaccarono i falsi valori del progresso borghese, le certezze e i sistemi costituiti, rompendo con ogni schema razionale. Anche in campo artistico, si adoperarono a demolire i canoni vigenti, sovvertendo le norme gerarchiche e le barriere fino ad allora esistenti tra letteratura, teatro, musica e belle arti.
Per celebrare il centenario, il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona ospita, dal 27 marzo al 26 giugno 2016, la mostra Marcel Duchamp – Dada e Neodada, organizzata in collaborazione con lo Staatliches Museum di Schwerin che, per l’occasione, ha deciso di concedere in prestito le opere della sua prestigiosa collezione.
La rassegna presenta una selezione dei più importanti o emblematici lavori di Marcel Duchamp, personalità che ha avuto una grande influenza sulle avanguardie sviluppatesi tra le due guerre, fino a diventare il nuovo “Michelangelo dell’arte moderna”, precursore e ispiratore di gran parte dei movimenti che sono giunti fino ai nostri giorni: dalla Pop art all’arte concettuale, da Fluxus, alla Net e Mail art.
Il percorso espositivo ruoterà attorno alla famosa manipolazione della Gioconda di Leonardo da Vinci con barba e baffi - tra i ready-made più divertenti e dissacratori della produzione di Duchamp - trasformata in un ritratto dadaista. A essa si aggiungono altre creazioni altrettanto significative, dal celebre Nu descendant un escalier (1911/1937) ai primi ready-made come Il pettine (1916/1964), a quelli più tardi come i Tabliers de la blanchisseuse (Grembiuli della lavandaia) del 1959.
Accanto a queste opere si alternano le opere degli artisti di Fluxus, un movimento neodadaista costituitosi nel 1962 ma già operante sul finire degli anni 1950, anche grazie all’intermediazione di Duchamp. La mostra riunisce 11 adepti del gruppo, dal suo promotore Georges Maciunas, qui rappresentato con la serigrafia Stomac Anatomy Apron, a Nam June Paik, Ben Patterson, Dick Higgins, Philip Corner, Daniel Spoerri, Ben Vautier, e altri.
Come già per Duchamp, anche per gli esponenti di Fluxus il senso dell’umorismo e il gioco diventano strategie imprescindibili per intaccare schemi visivi e di pensiero consolidati dalla cultura e dal luogo comune: i loro lavori sconfinano in campi diversi dell’operare artistico, contaminandosi grazie all’eclettica fusione di più codici artistici. Caratteristiche che si manifestano in modo particolarmente evidente in Al Hansen (pioniere della performance e dell’happening art), nella sua nota serie di collage ispirati all’immagine di Venere, come la Streichholz Venus del 1992, composta da fiammiferi, o la Zoo Venus del 1995, realizzata con un assemblaggio di animaletti in plastica. Così il Fluxus Altar di Geoffrey Hendricks associa alle sue immagini di cielo, apparentemente romantiche, oggetti e mobili installati nello spazio circostante. Anche le famose boîtes di Duchamp sono riprese in nuove varianti, nell’assemblaggio collettivo della Fluxus Virus Box (1992), nella scatola Autoritratto (1986) di Emmet Williams e nelle Optimistic Box di Robert Filliou, a indicare quanto il pensiero e l’agire di Duchamp siano ancora vivi e attuali.






MARCEL DUCHAMP – DADA E NEODADA
Ascona (Svizzera), Museo Comunale d’Arte Moderna (via Borgo 34)
27 marzo – 26 giugno 2016

Informazioni:
tel. +41 (0)91 759 81 40;
museo@ascona.ch
http://www.museoascona.ch



lunedì 7 dicembre 2015

MAURO STACCIOLI - ARC#IVE, VOLUME 1:




MAURO STACCIOLI

ARC#IVE, VOLUME 1:

a cura di Lorenzo Respi

Museo d’Arte Contemporanea
Viale Padania 6 - 20851 Lissone (MB)

BALLATOIO LIVELLO 2 ~ 3
10 dicembre 2015 - 23 gennaio 2016

Impegnati nell’organizzazione, conserva-zione e aggiornamento sia delle opere sia dei documenti degli artisti, gli Archivi svolgono un importante ruolo nel sistema dell'arte. Fondamentali non soltanto per la loro funzione di catalogazione, tutela e promozione artistica, gli Archivi incentivano ricerche a fini di studio o di pubblicazione, impegnandosi altresì nella orga-nizzazione di seminari ed esposizioni. A conferma del ruolo e dell’attività da loro svolta, il MAC intende divulgare la cono-scenza di questi Archivi presso il grande pubblico. Il progetto, nato da un’idea di Alberto Zanchetta, permetterà di consul-tare tutta una selezione di documenti, carteggi, foto, cataloghi o “ephemera” afferenti a un particolare periodo o evento connesso alla vita di un artista. La disponibilità di questo materiale non costituirà quindi un semplice corollario all’interno di un percorso espositivo ma diventerà esso stesso il perno di una serie di mostre che si protrarranno nel corso dell’anno.
La rassegna si apre con un primo ciclo di quattro esposizioni, a cura di Lorenzo Respi e Simona Santini, e organizzato da All Around Art. Inaugura il percorso la mostra dedicata all’Archivio Mauro Stac-cioli.
Riconosciuto a livello internazionale co-me uno tra i più importanti scultori del secondo Novecento, Mauro Staccioli è professionalmente ancora attivo. Volter-rano di nascita e milanese d’adozione, ha iniziato il suo percorso alla fine degli anni Sessanta, concentrandosi su una coerente e instancabile ricerca nella realizzazione di installazioni scultoree site specific.
Presente all’interno delle più importanti rassegne internazionali di scultura, vanta la realizzazione di una lunga serie di sculture-intervento tra Italia, Stati Uniti, Corea, Germania e Belgio, passando per Israele, Taiwan, Puerto Rico, Ecuador, Portogallo. Chiamato a confrontarsi con i centri urbani e con i più suggestivi pae-saggi naturali, Staccioli realizza opere che – dopo un lungo percorso di ricerca formale – intrecciano un fecondo dialogo con l’ambiente.
L’Archivio che cura, tutela e promuove il suo lavoro è nato nel 2012 e ha sede pres-so la Galleria Il Ponte di Firenze, che da anni segue l’attività dell’artista. Il princi-pale compito dell’Archivio è di conservare i documenti relativi al lavoro di Staccioli: dalla corrispondenza ai disegni, dai cata-loghi ai ritagli stampa, dalle fotografie delle opere alle maquette dei progetti rea-lizzati oppure mai conclusi. La mostra al Museo di Lissone presenta un’accurata selezione di materiali originali, per la maggior parte inediti, tra cui i primi schizzi per la realizzazione del “Muro”, eretto alla Biennale di Venezia del 1978, e l’invito a partecipare al Simposio di Scul-tura organizzato in occasione delle Olim-piadi di Seul del 1988 (firmato da Pierre Restany sulla carta intestata dei giochi olimpici); taccuini personali e altre foto-grafie raccontano invece gli incontri e le frequentazioni dello stesso Staccioli.
L’esposizione al Mac è un’occasione per spiare dal “buco della serratura” e cono-scere aspetti poco noti della vita perso-nale e professionale di un grande artista del nostro tempo.




www.museolissone.it
museo@comune.lissone.mb.it
tel. 039 7397368 – 039 2145174

 Mercoledì e Venerdì h10-13
Giovedì h 16-23
Sabato e Domenica h10-12 / 15-19




domenica 4 ottobre 2015

SENZA CONFINI - Museolaboratorio





SENZA CONFINI
Museolaboratorio - ex manifattura tabacchi, vico Lupinaio 1, 65013 Città Sant’Angelo (Pe)
Dal 03 al 31 Ottobre 2015
Vernissage: sabato 03 ottobre 2015, h 19:30
A cura di
Marianne Wild

Sette artisti molto diversi tra loro, artisti che hanno il coraggio di non rimanere fissati in vaghe utopie ma di lavorare seguendo naturali norme di orientamento secondo gli insegnamenti ricevuti dai loro maestri e poi elaborati in piena autonomia. Sono artisti che hanno la facoltà di riconoscere il bello e di rappresentarlo sia in pittura che in scultura e in fotografia e che sono felici di mostrare le loro opere.

Artisti
. Tommaso Cadoni
. Mattia Malvicino
. Maurizio Modena
. Massimiliano Muner
. Gianfranco Scriboni
. Arjan Shehaj

 Orari di apertura
il museo è aperto tutti i giorni dalle ore 18,00 alle 21,00
chiuso martedì e mercoledì

Museolaboratorio - ex manifattura tabacchi, vico Lupinaio 1, 65013 Città Sant’Angelo (Pe)
tel. 085/960555 - info@museolaboratorio.org - www.museolaboratorio.org


 

 


 

CIRIACA+ERRE - Suspended Light 2015 - AMACI



Per la Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI,
Associazione dei Musei d’arte Contemporanei Italiani

Sabato 10 ottobre 2015, ore 19.30
Fondazione SoutHeritage presenta una nuova opera site-specific dell’artista

CIRIACA+ERRE
Suspended Light 2015
Una luce sospesa fluttua solitaria in uno spazio estremo in cemento.
Un appello a mantenere vivo il rapporto, sempre più fragile, che lega l’uomo con la natura.

a cura di Lucia Ghidoni
11 ottobre > 31 dicembre 2015
INDEXarea presso gli spazi del Centro per la Creatività "Cecilia", Tito/Potenza.

 In occasione della Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, Fondazione SoutHeritage inaugura il terzo appuntamento di INDEXarea, il primo spazio dedicato agli artisti contemporanei lucani all'interno del Centro per la Creatività Cecilia di Tito/Potenza, invitando l’artista CIRIACA+ERRE a esporre e confrontarsi con la sua terra d’origine, la Basilicata.

INDEXarea, uno spazio espositivo estremo interdetto al pubblico, una scatola di cemento rettangolare di oltre venti metri di lunghezza, ospita l'opera site specific Suspended Light dell’artista Italo-Svizzera di origini lucane, che ora vive e lavora tra Londra e Lugano.

La sua figura poliedrica, fra le più interessanti del panorama italiano, si è affermata a livello internazionale grazie ad una carriera onorata da premi e mostre in importanti gallerie e sedi istituzionali. Il filo conduttore che accomuna la sua produzione artistica è la ricerca del sé e di un'identità intima e sociale, dove l'instaurarsi di un legame intenso con lo spettatore, attraverso un suo costante coinvolgimento fisico ed emozionale, rende ogni opera unica e di forte impatto esperienziale.

CIRIACA+ERRE, data la particolare conformazione dello spazio, crea un'opera site specific che sorprende nella sua semplicità e per la potenza emotiva e simbolica di cui è intrisa.
Come nella sua recente installazione, realizzata per EXPO 2015 a Milano, Suspended Balance, l’artista si confronta nuovamente con la mancanza di un contatto diretto col fruitore e sulla relazione tra uomo e ambiente.
"Per la prima volta nella storia della vita sulla terra, una singola specie è in grado di influire cosi’ radicalmente sul destino di tutte le altre.- dichiara l’artista- Osservo quindi il microcosmo umano come paradosso del macrocosmo dove tutto è collegato, Tutto è Uno."
Suspended Light è una luce solitaria immersa nel buio che rievoca, con il suo lento muoversi nello spazio, il magico volo di una lucciola, animale indice per eccellenza della salute ambientale di un territorio, la cui graduale scomparsa dalle campagne italiane ha tristemente segnato il cammino della nostra società contemporanea verso l'industrializzazione.
La sua presenza simbolica nello spazio del Centro per la Creatività Cecilia è un invito per lo spettatore a lasciarsi affascinare dal movimento di questo tenue bagliore, ma il suo errare solitario e artificiale è anche un chiaro segnale di attenzione ai problemi che attualmente scuotono la Basilicata, regione rurale rimasta pressoché incontaminata fino ai giorni nostri ed ora fortemente a rischio anche a causa dell'estrazione del petrolio, con significative ripercussioni a livello ambientale e sociale.

Suspended Light è un monito alla conservazione e alla tutela del nostro patrimonio ambientale, un appello a mantenere vivo il rapporto che ci lega alla natura ed evitare che questa ricchezza costantemente sotto minaccia diventi solo, per dirla con le parole di Pier Paolo Pasolini “un ricordo, abbastanza straziante, del passato”.

L'inaugurazione di INDEXarea si inserisce in una serie di eventi culturali promossi in collaborazione con le associazioni attive presso il Centro “Cecilia” le quali, in contemporanea, inaugureranno il loro palinsesto dedicato alla cultura contemporanea. Una giornata tutta dedicata all’arte contemporanea in cui saranno presentate le piattaforme: VIDEO 1:1, ODES (Orizzonte Degli Eventi Sonori) e INTRAVIEW.
VIDEO 1:1 è un format dedicato alla giovane videoarte per il quale un curatore, in un rapporto di identificazione 1:1, è invitato a selezionare un artista e un video rappresentativi della propria visione del contemporaneo. Per questa edizione Simona Caramia, curatrice e storica dell'arte attenta alle nuove tendenze della contemporaneità, ha scelto di presentare un lavoro di Giulia Giannola (Napoli, 1985).



La piattaforma ODES (Orizzonte Degli Eventi Sonori) dedicata invece alla ricerca sonora, prevede per questa edizione la presentazione del progetto Lost Days di Attilio Novellino con un testo di Maurizio Inchingoli (critico impegnato in diversi progetti afferenti l’aspetto estetico del suono nonché contributor per The New Noise e Blow Up).

Per l’evento INTRAVIEW, uno spazio di dialogo tra un operatore culturale e un artista, la storica dell’arte Fiorella Fiore questionerà con l’artista Donato Faruolo attraverso un particolare display come meta-intervista.

CIRIACA+ERRE - Suspended Light
A cura di: Lucia Ghidoni
Sedi: Centro per la Creatività Cecilia, Contrada Santa Venere , 85050 Tito – PZ
Inaugurazione: sabato 10 ottobre ore 19,30
Periodo: 11 ottobre > 31 dicembre 2015
Info: Fondazione SoutHeritage + 39 0835 240348, info@southeritage.it, www.southeritage.it
Centro Cecilia + 39 0971 798342, info@centrocecilia.it

CIRIACA+ERRE
(Matera - 1973,  vive e lavora tra Londra e Lugano).
Artista italo-svizzera visionaria e provocatoria, spazia dalla performance al video, dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all’istallazione.Ha ricevuto premi e riconoscimenti tra cui: finalista al Mostyn Museum / Galles (UK) per Open19 (2015), Menzione Speciale del Premio Terna (2010), Finalista Premio Cairo(2001). I suoi lavori sono stati esposti insieme ad artisti come Bruce Nauman, Nam June Paik, Marina Abramovic’, Vito Acconci, Merce Cunningham, Jan Fabre, Shilpa Gupta ed altri. Le sue performance hanno animato sedi artistiche importanti quali la Mama’s theatre, l’Istituto italiano di Cultura di Los Angeles, Palazzo Reale a Milano. È stata tra i protagonisti del Padiglione Tibet dell’evento parallelo della 55° Biennale d’Arte di Venezia (2013). Ha esposto in prestigiosi musei: Mostyn Museum, Wales- UK (2015), MAMM - Multimedia Art Museum / Moscow (2012), Museo Macro Testaccio / Roma, Festival Europeo della Fotografia / Reggio Emilia(2012), Palazzo Bagatti Valsecchi / Milano (2010), Palazzo Ducale / Genova, Fondazione Stelline / Milano, Palazzo Collicola / Spoleto, Istituto di Cultura Italiano / Berlino. Nel 2012 è al Museo della Permanente di Milano con la performance “I’m Free-take a piece of me”, la sua ultima performance, nel novembre del 2014, è presso la Buchmann Galerie a Lugano.

INDEXarea
Nasce da un‘ottica di collaborazione e condivisione tra Fondazione SoutHeritage e il Centro per la Creatività “Cecilia” di Tito-Potenza. Quest’ultimo, fulcro di attività culturali di vario genere, è una struttura avviata grazie al progetto di policy pubblica Visioni Urbane (www.visioniurbane.basilicata.it) e sostenuta dal lavoro di un consorzio di associazioni che dal 2011 ne curano i programmi con un fitto calendario di eventi. INDEXarea presenta, attraverso una serie di mostre monografiche, gli artisti selezionati per INDEX - Repertorio d’arte contemporanea in Basilicata, un archivio online in continuo aggiornamento (www.southeritage/archivioindex.htm) sulla scena artistica regionale, con una raccolta di portfolio che documenta attraverso immagini, biografie e interviste i percorsi di ricerca degli artisti lucani attivi sulla scena contemporanea. Ideato e coordinato da Lucia Ghidoni, il lavoro di selezione è stato svolto dal 2009 con la collaborazione di cinque curatori (Barbara Improta, Antonella Marino, Grazia de Palma, Simona Caramia e Fiorella Fiore). Dal 2014 ha acquistato una dimensione fisica all’interno del Centro Cecilia, affiancando alla documentazione e alla catalogazione un’attività di promozione e progettazione culturale, divenendo un luogo dove gli artisti possono divenire parte attiva dell’intero processo, in un contesto significativo dove già sono attive diverse realtà culturali. L’area scelta è uno spazio particolare, un dispositivo complesso ed estremo, che gioca tra le categorie di contenitore e contenuto: una scatola in cemento di venti metri di lunghezza per due di larghezza. Fornita di un’unica entrata con affaccio sul foyer, funziona come una sorta di vetrina dell’arte, in quanto lo spazio è interdetto alla fruizione fisica del pubblico che può vedere l’opera-progetto attraverso un filtro a vetro. Il programma prevede la proposta di una sola opera per artista, prediligendo la tipologia di produzioni in situ: illuminata da sola luce artificiale, resterà visibile fino a che sarà sostituita dal lavoro dell'artista successivo.


 

domenica 28 giugno 2015

Maurizio Nannucci al MAXXI - Roma



 
MAURIZIO  NANNUCCI. Where to start from
26 giugno 2015 - 18 ottobre 2015

La mostra esplora lavori di matrice storica e più recenti che interagiscono tra loro attraverso un percorso artistico di uno tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea italiana dagli anni Sessanta a oggi.
Un universo di luci, colori, forme, scrittura e suoni.
Fin dagli anni Sessanta, Maurizio Nannucci esamina il rapporto tra arte, linguaggio e immagine. La sua ricerca, caratterizzata dal dialogo tra discipline diverse, diventa particolarmente evidente nelle sue grandi scritte al neon.
Un lavoro concettuale il cui linguaggio restituisce alle singole parole un valore simbolico e spaziale
Parte integrante della mostra è la presentazione dei multipli che l’artista ha prodotto dagli anni Sessanta ad oggi: oltre cento edizioni tra multipli, libri e dischi d’artista, foto, riviste, ephemera, che restituiscono un’altra pratica fondamentale del suo lavoro.
Due nuovi lavori sono stati realizzati per questa esposizione tra cui l’installazione sonora interattiva Sound Samples e More than meets the eye una grande opera per la facciata del museo che, grazie agli Amici del MAXXI, entra a far parte della collezione del MAXXI.



www.fondazionemaxxi.it

Via Guido Reni, 4/A
00196 Roma
Orari di apertura
Dal martedì al venerdì 11.00-19.00
Sabato 11.00-22.00
Domenica 11.00-19.00
La biglietteria chiude un'ora prima